La storia della nostra Obbedienza





La storia della nostra Obbedienza è fortemente connessa con quella della Loggia fondatrice n° 1 "Le Centre des Amis" e seguiremo questo filo conduttore nel nostro percorso narrativo. Nel 1778 dei massoni, ufficiali svizzeri del reggimento di Sonnenberg, appartenenti ad una Loggia militare francese denominata “ Henry IV “, crearono una nuova Loggia chiamata “Guillaume Tell “ che ricevette la Bolla di Fondazione dal Grand Orient de France, lavorò in Rito Francese e acquisì i suoi membri fra le Guardie Svizzere al servizio del Re.

Le Origini Antiche

Nel 1792, alla caduta della monarchia, il Palazzo delle Tuileries fu assaltato dai rivoluzionari e le Guardie Svizzere, fra cui numerosi Fratelli della Loggia “Guillaume Tell “ rimasti fedeli al Re, furono massacrati dalla folla pur essendo disarmati. L’anno seguente alcuni Fratelli superstiti crearono la Loggia “Le Centre des Amis “, il nome aveva, evidentemente, un significato intrinseco: la nuova Loggia costituiva, essenzialmente, un tentativo di raggruppare, dopo le turbolenze rivoluzionarie, tutti i seguaci fedeli allo spirito massonico in una sorta di associazione fraterna di massoni come via di scampo per preservare i segreti ed evitare i frequenti tradimenti in questi periodi difficili. I Fratelli di questa Loggia rappresentarono una sorta di ventaglio di tutte le tendenze politiche dell’epoca con esclusione degli estremisti, nel solco della più pura tradizione massonica così come espresso nella Costituzione di Anderson all’articolo I: “ La Massoneria diventa il centro di unione, il mezzo attraverso il quale sviluppare un’Amicizia sincera fra persone che non avrebbero potuto che rimanere fra loro estranee “ .
Nel 1808 “Le Centre des Amis “, con l’autorizzazione del Grand Orient e la patente di Jean-Baptiste Willermoz, fondatore del Rito e “ Grand Chancelier du Directoire de Lyon du Régime Rectifié « (Régime = struttura gestionale i differenti gradi del Rito) cessò di praticare i lavori in Rito Francese e adottò il Rito Scozzese Rettificato. Nello stesso tempo il Rito Scozzese Rettificato si sviluppò in Francia (3 Direttòri: Bourgogne, Auvergne, Septimanie) e soprattutto in Svizzera. La Loggia “Le Centre des Amis “ continuò il suo lavoro, fedele allo spirito massonico sempre più elevato e puro, sino a che fu chiesta la sua “ messa in sonno “ nel 1841, sia per l’anzianità dei suoi membri che per gli avvenimenti politici dell’epoca; in tale occasione tutti gli archivi di Loggia furono consegnati alla Préfecture di Ginevra (ente gerarchico gestore del Régime Rectifié).

Le Origini Moderne

Nel 1910 alcuni Fratelli del Grand Orient de France vollero reindirizzare i lavori con una forza più spirituale e liberale. In effetti dopo il 1848 e con l’avvento della II° Repubblica, il Grand Orient de France prese una svolta più umanista e progressista coinvolgendosi nella vita politica nazionale e nel 1877 scelse la via dell’ateismo abbandonando il credo nel Grande Architetto dell’Universo. Questo gruppo di Fratelli, il più famoso fu Edouard de Ribaucourt, animati dallo stesso spirito dei fondatori della Loggia “Le Centre des Amis “ del 1793, decisero di “ risvegliare “ quella Loggia e di cominciare a lavorare in RER. Il Grand Prieuré d'Helvétie – Gran Priorato Indipendente d’ Elvezia – (struttura suprema del Rito Scozzese Rettificato tuttora presente in Svizzera) ritrasmette gli archivi ed i passaporti necessari e l’aiuto a risvegliare ufficialmente la Loggia “ Le Centre des Amis “ con il rituale RER in seno al Grand Orient de France (GODF). Tuttavia il GODF non poté accettare il riferimento al GADLU, principio fondamentale del RER e la Loggia fu obbligata ad abbandonare quest’obbedienza nel 1913.
Con l’aiuto di una Loggia inglese di Bordeaux fu creata una nuova obbedienza: “ La Grande Loge Nationale Indépendante et Régulière pour la France et les Colonies Françaises ” (GLNIRF) che fu immediatamente ufficialmente riconosciuta dalla Gran Loggia d’Inghilterra. Quest’obbedienza, con “ Le Centre des Amis “ come Loggia n° 1, prende slancio tra le due guerre ma, durante la seconda guerra mondiale, fu bloccata dal regime di Vichy che mise fuorilegge tutta la Massoneria e perseguitò i massoni (gran numero furono sterminati nei campi di concentramento). Nel 1948, sempre attorno alla Loggia “ Centre des Amis N°1 “ ciò che resta del GLNIRF si ricostituisce nella Grande Loge Nationale Française (GLNF) (detta Bineau dal nome del viale di Neuilly ove si svolse la cerimonia). Quest’obbedienza è attualmente l’unica riconosciuta come “ regolare “ dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra.
Manifeste diffusé le 2 octobre 1958 par la Grande Loge Nationale Française Opéra

Fraternité humaine, Universalisme.

Tel est le message de la Franc-maçonnerie symbolisé par les

Trois Lumières Traditionnelles.

Sa raison d’être ?

Rester un point de convergence de toutes les forces spirituelles.

Or, par un déplorable paradoxe, nous constatons que la Maçonnerie, et singulièrement en France, est, de nos jours, sur le plan humain, profondément divisée. Si par définition, l’Ordre Maçonnique est un, certaines Obédiences ne lancent pas moins des exclusives contre d’autres Obédiences. Au nom de landmarks plus ou moins hypothétiques, qui cadrent des prétextes trop humains, la qualité initiatique est parfois déniée à d’excellents Maçons. Ces pénibles divergences sont dues à l’oubli du principe même de l’Ordre Maçonnique, de ce que nous nommerons le landmark des landmarks:

« Le Maçon libre dans la Loge libre ».

La seule unité initiatique, donc organique de la Franc-maçonnerie étant la Loge, souveraine et indépendante, composée de frères, eux-mêmes souverains et indépendants, devant le seul jugement de leur propre conscience. Le retour à l’universalisme, la fin des querelles stériles, la prééminence de la Loge, tels sont – nous le savons d’expérience certaine – les vœux d’un très grand nombre de frères sincères et dévoués, qui se désolent de l’impasse où tant de bonnes volontés se perdent actuellement.

C’est pour répondre à leurs aspirations profondes, c’est pour travailler avec nous à la puissance et à l’éclat de l’Ordre, que nous demandons à ces frères, comme à leurs Obédiences, d’entendre notre appel et de nous aider. Il s’agit de rompre avec la tentation des querelles byzantines, et de contribuer à la rénovation de la véritable fraternité maçonnique, afin qu’elle redevienne une réalité constructive. Loin de proférer des anathèmes, notre organisation se veut paisible, et un lieu de rencontre instructif entre frères venant de tous les points de l’horizon maçonnique. Nous ne formulons aucune exclusive. Nous serons honorés de recevoir des frères qui, tout en restant attachés à leur propre Groupement – nous insistons avec force sur ce point – exprimeront le souhait de participer à nos travaux rituels et d’ordre spirituel. Notre conviction profonde est que c’est par sa valeur intellectuelle ou morale, par son rayonnement, social ou spirituel, que chacun prouve l’authenticité de son initiation. Et le reste n’est qu’arguties. Participer à nos travaux, comme affiliés, ou comme frères visiteurs, c’est un acte de foi dans les destinées de l’Ordre, et de cet Ordre qui transcende les contingences spatiales et temporelles, et qui a reçu la mission de bâtir le Temple dont nous sommes les pierres vivantes.
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