Che cosa è un rito?





Un Rito è una struttura iniziatica molto precisa, cesellata nel corso dei secoli da saggi iniziati e che ha per obiettivo quello di aiutare il massone a svilupparsi su tutti i piani: morale, etico, sociale e soprattutto spirituale.
Français Traditionnel





Nel 1717 fu fondata la Gran Loggia di Londra. Al suo interno, nel decennio 1720/1730, si opera, a partire da un vecchio rituale appartenente alla massoneria scozzese, arricchito di elementi inglesi, un sistema in tre gradi reso noto dalla pubblicazione nel 1730 del libro Masonry Dissected di Samuel Prichard.La Massoneria che si stabilisce in Francia verso il 1725, nel solco degli esiliati politico-religiosi britannici, proviene dalla Gran Loggia di Londra.

Il rito tradotto in francese è praticato dalla quasi totalità delle logge che si creano nel regno e non sembra avere un nome. Il manifestarsi di altri sistemi rituali massonici, chiamati quasi sempre scozzesi, la volontà del Grand Orient de France di organizzare e controllare la Massoneria francese, il desiderio di numerose logge di avere una versione universale dei rituali, determinano nel 1785-1786 la nascita ufficiale di un rito denominato “ Francese “.
In seno al Grand Orient de France, per i gradi blu, nella quarta categoria, detta Chambre des Grades, creata nel 1782 ed all’interno del Grand Chapitre Général de France, qualche fratello tra cui Alexandre-Louis Roëttiers de Montaleau ha completato questo lavoro.
Nel 1785 il modello rituale francese è quasi pronto e nel 1786 il Grand Orient de France propone un testo di riferimento per i tre gradi blu, distribuito sotto forma di copie manoscritte e denominato Rito Francese. I primi tre sono di origine inglese. L’obiettivo era infatti di differenziare diversi sistemi chiamati scozzesi, spesso elaborati o sintetizzati in Francia, ma che raramente provenivano direttamente dalla Scozia. Passata la Rivoluzione, nel 1801, il Grand Orient de France li fece stampare nel cosiddetto Régulateur. Va notato che all’inizio del secolo, il Régulateur du Maçon (1801), ispirato dal Rite des Modernes e dalla Guide des maçons écossais (1803), in parte ispirato dal Rite des Anciens, testo di riferimento del Rito Scozzese Antico e Accettato, divergevano più sulla forma che sullo spirito.
Tuttavia la concorrenza fra questi due riti portò alla nascita della denominazione e il termine Rite Français andò ad imporsi dopo il 1870 e comunque lungo tutto il XIX secolo la differenziazione fra il Rito Francese ed il Rito Scozzese accrebbe sempre più.

Nel 1858 venne pubblicata ideologicamente una nuova versione del Rito Francese detto Murat e non era molto diverso da quello regolamentato: il nuovo modello continuava a definire la Massoneria classica nella tradizione di Anderson.
Si restava nell’eredità dell’Illuminismo ed in uno spiritualismo piuttosto blando e non profondo che non scuoteva le coscienze. Notiamo in ogni caso che questa prima pulizia viene portata avanti in un’obbedienza che, fin dall’emendamento di Charles Duez adottato il 13 aprile 1849, precisa che la Massoneria “ ha per base l’esistenza di Dio e l immortalità dell anima.”
Il periodo successivo al Convento del 1877 conduce a ritocchi più decisi: nel 1789, il Gran Collegio dei Riti, incaricato dal Consiglio dell’ Ordine del Grand Orient, toglie dai rituali le formule troppo religiose, come ad esempio il riferimento al Grande Architetto dell Universo, i doveri verso Dio al I° grado, la spiegazione metafisica della lettera G al II° grado e l invocazione a Dio del segno di orrore al grado di maestro. Nel 1886 una commissione di 12 membri presieduta dall’ avvocato Luigi Amabile ( 1837-1897 ) opera una nuova revisione adottata dal Consiglio dell Ordine il 15-16 aprile .
Il nuovo rituale francese, che prende il nome del suo autore principale , è accompagnato da un £ “ rapporto sui nuovi rituali per le logge “ scritti dallo stesso Amabile. Questo codicillo spiega che il nuovo testo si riferisce grandemente al positivismo .
La sua filosofia generale è la “ neutralità tra le diverse credenze ed il fatto che “ i dati , alcuni forniti dallo stato attuale della scienza devono essere sfruttati da noi “ .
Daniel Ligou ha presentato le critiche violente del rituale Amabile da parte di Oswald Wirth . Amabile in una relazione adottata dal Grand Collège des Rites e trasmessa dal Conseil de l Ordre du Grand Orient a tutte le logge marzo 1896 ha temporaneamente chiuso il dibattito .
Nel corso di questo mezzo secolo, il rituale Amabile, leggermente modificato nel 1907, sotto l autorità del Gran Comandante Jean-Baptiste Blatin rimase invariata fino al 1938 quando, su iniziativa di Arthur Groussier, allora Gran Maestro del Grande Oriente per la 9 ° volta, un nuovo modello di rito francese fu adottato.
La nuova versione fu un tentativo di ritornare alla fonte simbolica del sistema francese, non una nuova versione ancora più ultra positivista.
Nel 1955 la versione definitiva del rituale Groussier, leggermente modificata nella forma sotto l’autorità di Paul Chevalier fu stampata e distribuita. Nonostante alcuni contributi ed alcuni aggiustamenti operati da un certo numero di logge, il rituale Groussier è ancora in vigore .
Nel lungo processo di ricostruzione delle obbedienze nel dopo guerra, dei massoni eruditi e/o dedicati alle ricerche iniziatiche od al simbolismo si augurarono di ritrovare o far rivivere le potenzialità della tradizione massonica francese del XVIII secolo.
Così come all’interno del Grand Orient de France dei massoni si dispiacquero che i fratelli attirati dal simbolismo e dalle pratiche rituali lasciassero il Rito Francese per lo scozzese, questo piccolo gruppo pensava infatti fosse possibile conciliare l’opzione del simbolismo con il rigore del rituale all’interno del Rito Francese. I suoi membri avrebbero potuto utilizzare il Régulateur (1801).
Essi preferirono provare a ricostruire il rituale partendo da quest’ultimo ma aggiungendo degli aggiustamenti reperiti in diversi scritti del XVI secolo, un rituale che fu molto vicino a quello utilizzato agli albori della massoneria francese.
Così nacque il Rite Français Rétabli, iscritto nella tradizione della Gran Loggia Inglese, perché fedele alla versione portata inizialmente in Francia e tradotto utilizzando la parola francese Retabli, per affermare che il testo era il risultato di un lavoro di ricostruzione, di ricomposizione e di “ restituzione “ storica, simbolica e filologica.
Alcuni fratelli di rue Cadet, fondatori o affiliati alla Grande Loge Nationale Française Opéra divenuta Grande Loge Traditionnelle et Symbolique Opéra dal 1958 introdussero il rituale Rétabli
nella nuova Obbedienza. Per ciò che riguarda la Grande Loge Traditionnelle et Symbolique Opéra
(GLTSO) ed in modo particolare le Logge che lavorano con il RITE FRANCAIS TRADITIONNEL, la scelta fatta è stata quella di adottare il rituale sui testi più antichi conosciuti e cioè quelli fra il 1735 e il 1785.
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