Che cosa è un rito?





Un Rito è una struttura iniziatica molto precisa, cesellata nel corso dei secoli da saggi iniziati e che ha per obiettivo quello di aiutare il massone a svilupparsi su tutti i piani: morale, etico, sociale e soprattutto spirituale.
Anglo-Saxons





Contrariamente ad un equivoco diffuso, il Rito Emulation non è mai stato il Rito ufficiale della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, ma uno dei Riti fra i molti altri praticati al suo interno.

Per delle ragioni la cui spiegazione approfondita appartiene alla sociologia, una delle peculiarità delle associazioni non aperte a tutti era, prima dell’avvento della carta stampata, il divieto assoluto di scrivere.
Per i Massoni operativi, qualsiasi scritto o disegno allusivo ai Segreti del Mestiere avrebbe costituito una sorta di violazione del segreto professionale: questi Segreti, che riguardavano sia le tecniche dell’arte di costruire, sia i modi per riconoscersi, erano riservati solo a coloro che erano qualificati per apprenderli; il segreto professionale, nel suo significato recondito, era così sacro che la sua violazione era considerata un crimine e quindi un reato assoggettato a gravi sanzioni.
I più antichi rituali non sono giunti sino alla nostra epoca a causa di questa condanna contro la loro scrittura che la Massoneria mantenne anche quando divenne speculativa e che fu aggravata con l’aggiunta di pene simboliche che conosciamo e che, nonostante il loro aspetto arcaico, non risalgono fino ai Massoni operativi.
Nè l’ Old Charges of Free and Accepted Masons nè la Constitutions d Anderson descrivono i Riti d’Iniziazione la cui trasmissione, generazione dopo generazione, è stata tramandata religiosamente con il passa parola.
Nel 1730 vi fu uno scandalo ridondante perché un certo Prichard divulgò i rituali, ma è grazie al suo tradimento che gli storici hanno potuto scrivere e tramandare ad oggi i nostri più antichi cerimoniali.
Ai suoi tempi egli divenne velocemente la provvidenza per i Venerabili pigri o di poca memoria che trovarono molto più facile imparare a memoria un Rituale leggendolo.
L’antica condanna non è venuta meno e sopravvive ancor oggi nella lunga formulazione dell’Obbligazione del Rito Emulation e nella lunga elencazione di tutti i mezzi immaginabili utilizzabili per scrivere, intagliare, scolpire, segnare, incidere…anche se le regole oggi hanno abbandonato questi divieti e permettono la stampa dei rituali.
I costituenti dell’ ACT OF UNION del 1813 riscontrarono a questo proposito un problema: come conciliare le due esigenze e cioè quella del passa parola, ancora in vigore almeno teoricamente e quella di conservare la rigidità del rituale mettendolo al riparo da inevitabili varianti dovute da consuetudini locali o da altro tipo di distorsioni.

La soluzione fu risolta nella fondazione della “ Emulation Lodge of Improvement “ nel 1823 che ancor oggi è l’istituto della purezza del Rito e la prima Loggia d’Istruzione.
L Emulation Lodge of Improvement ha potuto a buon diritto affermare sin dalla sua fondazione che non aveva in alcun modo alterato il testo della Lodge of Reconciliation messo in pratica dall’Act of Union.
La ricerca storica ha permesso di ricostruire da allora nel loro insieme quelle che erano le usanze cerimoniali nel XVIII secolo, sia quelle in uso in epoca antica che quelle attuali e questo ha condotto ad una duplice costatazione: quello di un numero rilevante di sovrapposizioni rituali sull’originale che ha generato la nascita di vari Riti.
In particolare in Gran Bretagna il fenomeno si è verificato fino a buona parte del XIX secolo dando origine ai Riti di Bristol, Logic, Stability ed altri ancora; sul continente europeo le varianti furono ancora maggiori: ad esempio il Rito Scozzese Rettificato ha accentuato nel Rito il suo carattere cavalleresco e cristiano e il Rito Scozzese Antico e Accettato quello, essenziale, dell’Ermetismo.
Il Rituale originale doveva sopravvivere in una relativa purezza ove la pietra di paragone è il simbolismo operativo e cioè l’arte di costruire e gli studi comparativi dei vari Rituali dimostrano che incontestabilmente il Rito Emulation è il depositario più puro, cioè il più fedele al rituale originario.

Lo spirito del Rito

La peculiarità del Rito sta nella parola : le cerimonie devono essere eseguite, senza inganni, a memoria, ma, tuttavia, la motivazione di questo requisito è cambiata: non è più necessario, ai nostri giorni in cui il Rituale è stampato, richiamare una spiegazione adatta alla mentalità medievale e ciò a dispetto stesso della sopravvivenza della formula venerabile oggi anacronistica per l’obbligazione.
Per il massone moderno che pratica il Rito Emulation la necessità di conoscere il Rituale a memoria è legittimata da una ragione tanto psicologica quanto morale: più un Massone assimila il Rituale più lo scopre e più lo scopre più si inizia: in questo senso va intesa l’ultima parte dell’esortazione finale che gli è indirizzata dopo l’iniziazione e che lo invita a “ scolpire in una maniera indelebile nel suo cuore “ gli insegnamenti ricevuti.Una cerimonia del Rito Emulation è come una funzione: i partecipanti sono chiamati ad interagire ed il dialogo è fittiziamente spontaneo e così si spiega ancora il divieto di leggere e la familiarità in Loggia. L’idea che domina è quella dell’armonia in Loggia e ciò impone un cerimoniale rigoroso, il divieto di discussioni in Loggia aperta e le interruzioni; nessuno può prendere la parola senza aver ottenuto, in appropriata postura rivolta al Maestro Venerabile, la sua approvazione.
E’ per lo stesso motivo dell’armonia in Loggia che tutto ciò che può assomigliare ad una discussione viene escluso; è in Comitato di Loggia che i problemi vengono discussi e risolti e non all’interno dell’ambiente religioso della Riunione; per la stessa ragione, in occasione dell’elezione del Maestro Venerabile, in linea di principio le decisioni debbono già essere state prese e deve essere presentata un’unica candidatura; due o più candidature non costituiscono un’illiceità ma l’armonia della Loggia e quindi lo spirito del Rito potrebbe essere indebolito.
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